Signoraggio, il Rapporto Aureo contro il Sole 24 Ore: lettera a Galimberti

di Ludovico Fulci

Risposta all’articolo del Sole 24 Ore pubblicato qui:
http://eventiquattro.ilsole24ore.com/eventi-e-altro/banche-e-assicurazioni/notizie/2012/05/09/dai-feudatari-alle-banche-il-potere.aspx

Egregio Galimberti, ho seguito diversi suoi interventi in materia di moneta e signoraggio, e dato che anch’io mi interesso da anni dello stesso argomento, che a fronte di una sua sicura competenza tecnica “ a monte come avviene di norma con tutti gli economisti e professori “classici” nonché giornalisti specializzati del settore, come al solito devo purtroppo dire, nemmeno lei riesce però a liberarsi di quella sottile “faziosità” a valle che le impedisce sia di fornire un quadro storico completo ed oggettivo sia di trasmettere una informazione completa sull’argomento “moneta e signoraggio”. Proverò io a dare qualche argomento in più rispetto alla sua ristretta e un po’ capziosa visione del problema. Che l’emissione monetaria produca un grande vantaggio all’emissione ci trova concordi… in effetti è già così dai tempi degli antichi orafi che idearono, come lei saprà, il sistema della riserva frazionaria che ha determinato le fortune di banchieri normali e centrali… e non a caso, ancora adesso, il sistema bancario si fonda su riserve (obbligatorie) detenute presso la banca centrale quali presupposti per la creazione di nuovo denaro da parte delle banche ordinarie… altro che inflazione… tutto questo sistema è altamente inflazionistico: la moneta viene creata dal nulla sia dalle banche ordinarie che da quelle centrali “il signoraggio viene appropriato dalle banche centrali” è una delle poche espressioni totalmente corrette del suo articolo: “dai feudatari alla banche il potere di creare moneta”; giusto se precisiamo che per “banche “ non intendiamo solo quelle centrali ancora più giusto se cancelliamo quello che lei va dopo a precisare e cioè che il guadagno della banca sarebbe solo l’interesse… eh no… qui manca un passaggio che lei ha sottaciuto per far passare questo concetto sbagliatissimo: l’appostamento tra le passività dei propri bilanci di quanto emesso da parte della Banca centrale, come se fosse per essa un debito da ripagare, che però, come è ovvio, debito non è… non esistendo riserva aurea a copertura dell’emissione (riserva aurea che poi per la teoria del “valore indotto” di Giacinto Auriti è stato ben dimostrato che non serve, alle condizioni che dirò dopo ovviamente…).

Nei suoi (e non solo suoi) articoletti sul signoraggio la questione, che non mi sembra di poco conto, non viene affrontata. In effetti il denaro oggi non è che un insieme di bit digitati su un pc … guardi cosa scrive il suo amico Virginio Schiavetti sull’inserto Plus24 del 31.07.2012 “… le Banche Centrali, le quali con un semplice atto di digitazione sui loro computer possono far apparire in pochi secondi miliardi di dollari, euro, yen o sterline creando così l’illusione di risparmi che non esistono. Alcuni investitori si sono resi conto che i giochi di prestigio della Banche Centrali (!!) distruggono il valore reale della moneta in misura tale da rendere persino conveniente la scelta di pagare quei debitori che promettono di restituire a termine soldi meno inflazionati…” e questo la dice lunga (ma dirà peggio dopo…) sulla reale funzione delle Banche Centrali che dovrebbe essere quella di contenere l’inflazione e salvaguardare il potere di acquisto della moneta. Viene immessa liquidità nel sistema, ovviamente a debito del ricevente, atteso che ciò che rileva E’ IL MOMENTO DELLA RESTITUZIONE, ma, cavolo, c’è un BEL “ma cavolo” caro Galimberti… non erano stati creati con bit pigiati al computer quei soldi, come detto appena poche righe prima? E allora? Allora vengono resi veri PER la banca centrale attraverso l’accettazione degli stessi come proprio debito da parte del ricevente, debito da far ripagare con lavoro vero e relativa feroce tassazione a carico degli sfortunati cittadini!! Ed anche se a interesse negativo (parliamo dei famosi Bond, non solo tedeschi, a tasso d’interesse negativo) il guadagno per l’emittente c’è sempre, eccome, poiché il guadagno stesso non è solo nell’interesse ma anche nel capitale creato!! Perché quest’ultimo, a differenza del primo, sfugge a qualsiasi forma di rilevazione (e quindi anche di imposizione) attraverso la sua appostazione come passività di bilancio (che abbiamo visto però essere una totale falsità contabile…) e può essere tranquillamente incamerato da chi di dovere e fatto agevolmente sparire in comodi paradisi fiscali (due paroline sul giornalista francese Denis Robert mai eh?)… ancora sulla funzione di lotta “all’inflazione” delle banche centrali il buon Schiavetti aggiunge “ tale scelta (comprare per i risparmiatori bond a tassi negativi… ndr) è addirittura più conveniente della stessa decisione di tenerli depositati in conto corrente a valore nominale costante, TANTA E’ LA PERDITA DI VALORE REALE PROVOCATA DALLA PRESTIDIGITAZIONE DELLE BANCHE CENTRALI! “ meglio di così come lo doveva dire? Mettendo da parte il risparmiatore privato, che qui non interessa (essendo peraltro figura destinata all’estinzione), il ruolo delle banche centrali è quindi quello non tanto di contenere l’inflazione ma quello di massimizzare il proprio Reddito Monetario: lo scrivo maiuscolo perché, a scanso di equivoci, nessuno pensi sia una mia invenzione, bensì è il guadagno delle stesse banche centrali (art. 32 prot. Trattato funzionamento BCE) e l’interesse, egregio Dr Galimberti, non c’entra proprio nulla, tranquillo. Il Financial Times riporta una intervista a George Soros il quale, citando come fonti economisti Goldman e Citybank, ha quantificato il reddito monetario percepito dalla BCE, alla quale gli Stati hanno trasferito il diritto di signoraggio, tra i 2 e i 3 trilioni di euro (in dieci anni …), somma che si scrive così: 3.000.000.000.000,00 di € tanto per trasmettere un immagine chiara … quanto di questa cifra enorme è andata agli Stati? Le giro la domanda, lui dice nulla, tanto che aveva suggerito che la BCE attraverso una propria società “veicolo” (tornano i SIV?) usassero queste somme per l’acquisto di titoli allo scopo di tener basso lo spread…. Quindi c’è o non c’è la truffa? Se ancora spettiamo persino che il Commissario Europeo agli Affari Monetari Olli Rehn risponda all’interrogazione dell’On.le Scurria del PPE sul perché la BCE si ritenga proprietaria dell’euro fin dall’emissione? Lui non trova risposta, e lei? Se persino Tremonti dice che gli Stati devono tornare a battere moneta (“Uscita di Sicurezza”) ponendosi sopra e non sottoponendosi alla finanza mondiale!! Suvvia…

Aurita

Francesco Filini, amministratore locale e studioso di economia, geopolitica e moneta. E' tra i fondatori della scuola di studi giuridici e monetari Giacinto Auriti, scrive sul rapportoaureo.it da oltre 5 anni ed è autore del saggio "Il Segreto della moneta - verso la Rivoluzione auritiana".

11 commenti:

  1. STUPENDA VALENZA AUREA !!!!!!!!!

  2. marco giacinto

    Basterebbe regalare a questi soloni il libro €uroschiavi di Marco Della Luna, uscito nel 2005 ed oggi alla ennesima edizione, La Moneta Copernicana, dello stesso in coppia con l’economista Nino Galloni, Oligarchia per popoli superflui, sempre dello stesso, di cui sta per uscire l’ultimo: Il Buco Nero (o Cimit€uro)…

  3. Giusto per notizia Galimberti deve ancora rispondere… ma diamogli tempo … l’on.le Mecacci per avere una risposta alla sua interrogazione sul caso Duisenberg- Tremonti aspettò due anni e nove solleciti. Appena rispose, Nicola Cosentino, sottosegretario al Tesoro, dicendo la verità…, il giorno dopo finì inquisiito per la vicenda P3 – eolico .. quando si dice le coincidenze …

  4. funziona così ragazzi…
    UN BANALE RACCONTO PER CAPIRE COME FUNZIONA IL NOSTRO SISTEMA FINANZIARIO: IL GIOCATTOLAIO
    .
    Giovanni si era finalmente deciso a organizzare il torneo di poker di cui tanto parlava da tempo con i suoi dipendenti. Nella sua immensa villa di campagna, li aveva invitati praticamente tutti: dirigenti, quadri, direttivi, impiegati, operai.. Saranno stati almeno in cento forse più.. aveva preparato tavoli, sedie, luci, musica, televisori immensi per chi volesse guardare un pò di tv, bibite, posaceneri; si accorse solo all’ultimo momento che mancavano le fiches!! Corse dal giocattolaio in Paese e ne chiese tre scatole; il giocattolaio, con molta pazienza, calcolò, il valore scritto su ogni singola fiches e alla fine esclamò “bene sig. Giovanni fanno 100.000 euro” … “100.000 euro ???” sbottò Giovanni ma lei è pazzo… “ah vero giusto” replicò il giocattolaio “non avevo calcolato gli interessi … in effetti fa 105.000, Le ho applicato un buon tasso… ah come fareste voi giocatori incalliti senza di me?” e così facendo strizzò l’occhio a Giovanni .. il quale iniziava a capire, “ma non si preoccupi” lo tranquillizzò il giocattolaio “non serve sa, che mi paghi subito, mi basterà che tutti voi giocatori, tramite lei, mi versiate ogni tre giri di tavolo, quel 5%; non serve altro, e per lei ovviamente, potendomelo permettere, avrei preparato una bella serie di regali che sperò gradirà…”
    Giovanni subì un vero shock ma lusingato dall’idea di beneficiare di chissà quali regalie e consolato dal dover solo versare poche somme ogni tre giri, accettò senza troppo pensarci su e poi i suoi dipendenti poco avrebbero avuto da protestare, rischiando di perdere il loro posto di lavoro, se si fossero opposti!!
    Tornato in villa spiegò il meccanismo ai suoi dipendenti-giocatori. ogni tre giri avrebbe preso un gettone a chiunque fosse stato al tavolo, prelevando qualcosina in più da chi in quel momento stesse vincendo e qualcosina in meno da chi perdeva.
    La cosa sembrava ai più iniqua anche perchè loro le fiches se le erano guadagnate con il loro lavoro in fabbrica. Quel “malato” di Giovanni li pagava proprio così!! Tant’è che alla fine nel Paese di Giovanni venivano comunemente accettate come moneta.
    Ogni tre giri, come stabilito, Giovanni passava a ritirare il 5% delle fiches in tavolo, prendendone qualcuna in più a chi stesse vincendo in quel momento. quelli che perdevano chiesero altre fiches, molti andarono da altri giocattolai in Paese, tutti figli del giocattolaio – capo.
    I gettoni circolavano a iosa nella villa di Giovanni. ma erano tutti ” a debito” anche se la gente al tavolo non se ne rendeva bene conto. Qualcuno infatti vinceva e aveva già prenotato auto nuova e vacanze di lusso. chi perdeva chiedeva altra moneta indebitandosi ulteriormente. nessuna ragionava sul fatto che se avessero voluto estinguere tutti insieme, contemporaneamente il loro debito comprensivo di capitale e interessi non sarebbero bastate nemmeno tutte le fiches presenti sul tavolo.
    Dopo poche ore di gioco, con tutti i prestiti fatti dai vari giocattolai vi erano 300.000 euro di fiches ma un debito complessivo ben superiore poichè in questo rientravano anche gli interessi!! In effetti qualcosa stava accadendo nelle tante sale da gioco di casa Giovanni … molti si erano indebitati con diversi giocattolai e dovevano dare più “oboli” a diversi creditori. Un problema davvero. ma contavano di avere altri prestiti con i quali pagare quelli scaduti. Ad un tavolo, notò il giocattolaio, che tutto osservava in webcam, erano sedute due splendide ragazze… davvero stupende. Le voleva. ma come fare? in effetti le ragazze sedute a un tavolo chiamato “industria” andavano benino come vincite e come perdite … certo ogni tanto qualche prestito dovevano chiederlo anche loro ma tutto sommato reggevano… ebbe allora una grande idea.
    Giovanni nel suo accordo aveva concesso una importante clausola al giocattolaio. Egli avrebbe deciso una possibile variazione del tasso di interesse a sua discrezione… ve beh, a lui che interessava in fondo? aveva già avuto notizia che era stata intestata a suo nome una villa in uno splendido posto esotico, con tanto di piscina e cameriere in bikini! Meglio di così, ed era solo l’inizio… tanto lui era già ricco di suo e i suoi dipendenti carne da cannone. Morto uno, ne sarebbe subentrato un altro, così peraltro la pensava anche il giocattolaio. Una intesa perfetta pensarono entrambi, divenuti ormai grandi amici.
    Il giocattolaio chiamò al cellulare Giovanni. “senti dal prossimo giro, visto che vedo che girano troppi soldi e già noto che per questo la gente inizia a litigare, il tasso di interesse sarà del 10%. vedrai Giovanni sarà un bene per tutti… ah fai anche un’altra cosa… sta per iniziare il derby: vuoi negare un simile spettacolo ai tuoi ospiti? Accendi tutte le tv e che si inizino anche i commenti sugli ignobili arbitraggi…” e così facendo si fece una grossa risata.
    Ai tavoli la situazione era strana: chi aveva vinto tanto resse bene all’urto con il nuovo, raddoppiato, tasso di interesse. Molti fallirono. Le due ragazze andarono in passivo e chiesero nuovi prestiti che i figli del giocattolaio, ben istruiti dal padre, si guardarono bene dal concedere a entrambe.
    Il giocattolaio. chiamò ancora Giovanni. “le due ragazze sono in grave difficoltà, mandale da me”.
    Giovanni obbedì ossequioso al suo amico che sempre più, però, sembrava ormai il suo capo.. le ragazze si presentarono umiliate e speranzose dal giocattolaio. Non avevano ormai nemmeno i soldi per tornare a casa. “avete finito di lavorare per voi stesse mie bellissime. Adesso lavorerete solo per me, se volete essere ancora finanziate”.
    Le due ragazze passarono quindi nella fisica disponibilità del giocattolaio. Alla fine, esauste, furono mandate a prostituirsi per strada. Il fidanzato e i genitori rispettivi caddero in disgrazia. Qualcuno si suicidò. Le ragazze ormai ubbidivano solo a logiche perverse di massimizzazione dei guadagni altrui… Non avevano nemmeno più i vestiti e giravano semi nude.
    Nella villa intanto il torneo proseguiva. Quando vedevano passare Giovanni a riscuotere la maggior parte pensava che il prelievo fosse dovuto per pagare le bollette della casa, che invece appariva per la verità sempre più decadente. Ma comunque così diceva anche la tv ed era pur sempre così consolante, sapere di dover cedere buona parte delle proprie vincite per pagare per il bene di tutti i giocatori, di colui che in fondo era il tuo vicino di sedia…
    Ogni tanto poi le grida di disperazione di chi falliva, erano soffocate dalle urla per un gol o per un rigore non concesso alla propria squadra. E la tv accendeva le dispute e i commenti feroci tra i vari giocatori. La situazione insomma si stava facendo disperata. Il giocattolaio iniziò a presentarsi in casa di Giovanni comprandosi intere porzioni del grande immobile presentando montagne di fiches così furbescamente sottratte ai giocatori… Alla fine qualcuno al quale l’esasperazione aveva fatto accendere una lampadina, diede un calcio al tavolo seguito da altri.. “e no caro capo basta” voglio vedere i conti della casa mi sembrano eccessive tutte queste spese per pagare bollette delle luce e qualche tramezzino per noi giocatori. Non ci fai più paura: adesso spiegaci cosa sta accadendo: se tu ci licenzi va anche bene, siamo ormai già in dieci ad essere sul lastrico e siamo ormai disposti anche a cambiare Paese e andarcene. Ma prima di farlo impiccheremo con le nostre mani chi ci ha ridotto in questo stato… non ce la facciamo più” Spaventatosi dalla massa crescente, (erano ormai oltre 50) e molto inferocita (non avrebbe quindi nemmeno potuto licenziarli tutti, altro problema…) dovette confessare il trucco… tacendo ovviamente dei premi ricevuti…
    Il capo dei “ribelli”, accompagnato da alcuni colleghi, si presentò dal giocattolaio – banchiere il quale cercò di blaterare qualcosa in sua difesa ma con pochi calci ben assestati venne ridotto al silenzio. Tra i tavoli qualcuno, imbevuto dai telegiornali, che non sapeva essere di proprietà del giocattolaio stesso, si alzò a difenderlo: nella rissa che ne scaturì a molti di questi cascarono gettoni dalle tasche, quelli che erano stati fatti sparire mentre Giovanni passava tra i tavoli!!
    Qualcuno cercò di spiegare il buon ruolo del giocattolaio che aveva tutto sommato svolto l’ingrato e difficile compito di regolare la circolazione delle fiches dentro la casa. Ma sempre in meno gli davano credito…di fronte ad un tale livello di disperazione, erano sempre meno quelli che ritenevano corretto quel meccanismo… il più sveglio tra i ribelli disse… “guardate qui! ma a che cavolo ci serve il giocattolaio..?. Io ho trovato queste vecchie fiches in cantina, erano di mio nonno credo. Giovanni cambiacele e giochiamo con quelle senza dover dare un cavolo a nessuno”. Le fiches di Aldo, così si chiamava, erano libere da debito. Tutti giocarono e pagarono una fiches ogni 20 giri a Giovanni per le poche spese della casa, che tornò a fiorire. Le ragazze furono richiamate al tavolo. La loro bravura gli consenti in breve di riassestare le proprie finanze.
    I loro ignobili creditori erano scappati a gambe levate. Anche chi aveva perso si rimise presto in gioco. Fu deciso infatti, come risarcimento dai danni provocati dalla complicità tra Giovanni e il giocattolaio, di dare un minimo di fiches gratis a chiunque. Alla fine quindi non perse quasi più nessuno, salvo pochissimi sprovveduti. La regola era che chi chiedeva fiches in prestito andava alla cassa come nei normali casinò e ritirava l’equivalente di ogni ora di lavoro prestata in fabbrica, come da attestato rilasciato a firma del proprio capo. Essendosi creato un sistema con molte fiches in circolazione ma niente debito “a monte”, alla fine del torneo, più di qualcosa tornò nelle tasche di chi aveva perso.
    Nessuno si suicidò più. I nuovi telegiornali, pagati collettivamente da tutti i giocatori, spiegarono la truffa a tutti e tutti capirono, stupendosi di come avessero potuto farsi ingannare in modo così palese.
    Giovanni capì il suo sbaglio e chiese scusa; poco dopo morì. alla sua morte, essendo senza eredi, lasciò la fabbrica in eredità a tutti i lavoratori della fabbrica, che nominarono dei propri rappresentanti che si riunirono in gruppi chiamati “parlamento” e “governo” per la gestione della stessa in nome e per conto di tutti loro. Un dirigente contattò la fabbrica di fiches che fece un preventivo di spesa: per ogni fiches avrebbero pagato non più di 30 cent l’una (e senza interesse) a prescindere ovviamente, dalla cifra stampata sul gettone stesso! Alla fine la pace, la serenità e l’amore ritornarono nel Paese.
    Del giocattolaio e dei suoi figli non si ebbero più notizie.
    Conclusioni
    La storiella è paradossale e andrebbe adattata ad una realtà ben più complessa. L’ho scritta di getto e mi scuso per qualche piccola inesattezza. Serve solo per far capire che in un sistema in cui la moneta ha un valore intrinseco zero (il costo della plastica della fiche) è pazzesco essere debitori del suo valore nominale (quello che vi è scritto sopra la fiche…) più interesse. Questo, oltre ad essere evidentemente ingiusto, al punto da costituire una grave truffa contro l’umanità, rende il sistema assolutamente instabile ed esposto a crisi pilotate ad arte da chi in modo unilaterale e segreto decide il tasso di interesse e pilota i mass media, deformando l’informazione o distraendo le masse con banalità o con sederi più o meno scoperti. Quando vogliono far “crescere il gregge” tengono basso il tasso di interesse in modo che la gente sia incentivata a chiedere prestiti al fine di espandere la ricchezza. Quando vogliono prelevare il raccolto, altro non fanno che alzarlo, diventando proprietari effettivi delle fatiche, sacrifici e rinunce altrui …
    Posted by Fulci Ludovico.
    .«I banchieri possiedono la terra. Portategliela via ma lasciategli il potere di creare denaro e con un semplice schizzo d’inchiostro creeranno abbastanza soldi per comprarla nuovamente. Tuttavia, portategli via il potere di creare il denaro e tutte le grandi fortune come la mia scompariranno e dovrebbero scomparire perchè in questo modo il mondo sarebbe un posto migliore e più felice da vivere. Ma se desiderate rimanere gli schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra schiavitù, lasciateli pure continuare a creare denaro» Sir Josiah Stamp ex direttore della banca d’Inghilterra 1928 (Al tempo, ritenuto secondo uomo piu’ ricco d’Inghilterra)

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