Shylock planetario part 1 – le banche e il flusso circolare del reddito

I politici sono i camerieri dei banchieri

Di Francesco Filini

COME FUNZIONA L’ECONOMIA REALE: IL FLUSSO CIRCOLARE DEL REDDITO
Delle poche cose che ho imparato dall’esame universitario di economia politica, mi è rimasto impresso un meccanismo ‘keynesiano’ semplice semplice: il flusso circolare del reddito. Secondo questo meccanismo ci sono due attori principali della circolazione del denaro: le famiglie e le imprese. Le famiglie corrispondo alle imprese il LAVORO, le imprese corrispondo alle famiglie BENI e SERVIZI. Per fare cio’ è necessario che le imprese corispondano al lavoro delle famiglie un SALARIO e le famiglie corrispondano alle imprese una SPESA del salario. Attraverso questo flusso circolare del reddito, semplice semplice, il mondo dovrebbe andare avanti.
FAMIGLIE—->LAVORO—->IMPRESE—->BENI E SERVIZI—->FAMIGLIE (CIRCUITO A CARATTERE REALE)
IMPRESE—->SALARI—->FAMIGLIE—->SPESA—->IMPRESE (CIRCUITO A CARATTERE
MONETARIO)
LA NASCITA DELLE BANCHE E DEL SISTEMA AUREO
Gli istituti bancari nascono per facilitare il commercio. Una volta il commerciante se ne andava in giro per il mondo con delle carovane piene di merci e monete d’oro. Era un lavoro molto rischioso, continui ‘assalti alla diligenza’ mettevano a rischio il capitale del commerciante e la sua stessa vita.
Inoltre era una gran perdita di tempo per il commerciante dover fare di continuo i conti della propria attività: era al tempo stesso imprenditore e contabile, e quest’ultima attività collaterale toglieva parecchio tempo all’attività principale. E il tempo, si sa, è denaro.
Quindi il commerciante decide un giorno di ottimizzare il proprio tempo, praticando quello che oggi viene definito “outsourcing”, delegando il compito della contabilità ad una persona di fiducia che al tempo stesso custodiva il suo denaro durante i suoi viaggi. L’oro veniva quindi depostato presso questo custode di fiducia, al sicuro dagli assalti dei banditi. Il commerciante aveva liberato le sue carovane dal peso dell’oro e al tempo stesso si era liberato del peso della contabilità: riusciva
a impiegare il 100% del suo tempo alla sua attivita principale: il commercio. Ma come faceva un commerciante a girare senza moneta, ovvero senza quello strumento che era convenzionalmente accettato come misura di scambio? Gli bastava firmare un pezzo di carta in cui dava ordine al
custode dell’oro di liquidare in solido il cliente o il fornitore: nasce la NOTA DI BANCO.
Con la nascita della figura del custode dell’oro si era adoperata una piccola rivoluzione che permise di velocizzare e ottimizzare gli scambi commerciali, e 3 si sa 3 dove aumenta la velocità degli scambi commerciali aumenta proporzionalmente lo sviluppo e il benessere.
Si era passati dal commercio con gli zecchini d’oro al commercio con i pezzi di carta.
La comunità dei commercianti rimase folgorata dall’innovazione e, spinta dalla volontà di raggiungere gli stessi guadagni del commerciante che aveva praticato l’outsourcing, decise di affidare il proprio patrimonio monetario al custode dell’oro.
Ben presto il custode da “custode di uno” diventa “custode di molti”. Abbiamo detto in precedenza che il custode era una persona di fiducia del commerciante, il quale era disposto a consegnargli tutta la sua ricchezza.
LE TENTAZIONI DEL CUSTODE
Nella lingua aramaica il denaro viene chiamato con lo stesso appellativo del demonio: mammona.
Questa singolarità ci riporta subito alla natura tentatrice che ha il denaro. Infatti il custode, divenuto custode dell’oro di molti, viene immediatamente attaccato da alcune tentazioni che minano il vincolo di fedeltà e onestà che lo lega alla comunità dei commercianti: usare l’oro dei commercianti che giace presso le sue casse per suoi affari privati e prestare oro non suo perchè altri facciano affari. Queste tentazioni vengono ulteriormente rafforzate da una notevole scoperta
del custode: di tutti i commercianti che depositavano i loro zecchini d’oro soltanto due categorie richiedevano indietro tutta la ricchezza: chi si trasferiva e chi usciva dal mondo degli affari.
Questa uniformità statistica desunta dall’esperienza diretta portava i ragionamenti del custode ad
una grandiosa scoperta: una quantità cospicua di oro giaceva nelle casse senza che nessuno la chiedesse indietro!
LA RIBELLIONE DEL CUSTODE
Forte dell’uniformità statistica desunta dall’esperienza, il custode acquisisce consapevolezza di sè e nota come lui sia diventato prezioso per i mercanti e non viceversa. Nonostante sia custode di molti, la sua responsabilità nei confronti dei commercianti è individuale e non collettiva: nasce l’autonomia del custode: egli può violare il patto di fedeltà che lo vincola ai commercianti senza violarlo, grazie alla garanzia datagli dall’uniformità statistica. Il custode si sente quindi libero di
fare propri investimenti e di prestare denaro ad altri imprenditori pretendendo anche un tasso d’interesse.
LA CIRCOLAZIONE CARTACEA
La rivoluzione compiuta con l’introduzione del custode dell’oro porta ben presto i commercianti a pagarsi fra di loro con dei pezzi di carta, riconosciuti  convenzionalmente come se fossero oro. Le riserve d’oro giacevano nelle banche, la carta circolava senza sosta: attività reali nascevano da denaro “inventato”.
IL RUOLO DELLE BANCHE NEL FLUSSO CIRCOLARE DEL REDDITO
Al circuito semplice che abbiamo descritto all’inizio di questa nota di facebook (chissà che un giorno non conquisti lo stesso valore della nota di banco…) va aggiunto un fattore che, nell’odierna circolazione del reddito, non è affatto da trascurare: le banche. Abbiamo visto come nel tempo le banche siano diventate arbitri dei destini delle imprese e delle famiglie, gestendo il denaro dei due
attori principali del mercato. Risulta quindi indispensabile collocare le banche all’interno del flusso circolare del reddito. La cosa è molto semplice, e facilmente desumibile dall’esperienza di ciascuno di noi. Non producendo attivamente nessun lavoro e non fornendo beni di consumo o servizi alla persona ma fornendo esclusivamente dei servizi di interscambio di moneta (non in senso fisico), le banche vanno collocate nel circuito a carattere monetario attraverso il RISPARMIO delle famiglie. Le imprese corrispondo al lavoro delle famiglie un SALARIO, questo viene impiegato in parte alla SPESA che le famiglie effettuano per ottenere beni e servizi e in parte in RISPARMIO depositato nelle BANCHE. Le BANCHE chiudono il circuito fornendo alle imprese il denaro per gli INVESTIMENTI (acquisto di beni capitali come macchinari, edifici e tutto ciò che può produrre lavoro).

Alle banche viene affidato quindi il ruolo della gestione del RISPARMIO che deve essere necessariamente reinvestito per non CORTOCIRCUITARE il Flusso. Ma cosa significa cortocircuitare il flusso? Significa interrompere questa semplice catena che permette al denaro di circolare, e se questo non circola sappiamo quali conseguenze si ripercuotono nel sistema economico: crisi e recessione. Lo schema del flusso circolare del reddito è una semplificazione che abbiamo usato per descrivere i meccanismi della macroeconomia, molto più complessi e articolati
sono i processi economici che seppur importanti non sono indispensabili ai fini di questo ragionamento.
Gli economisti classici avevano individuato nel flusso circolare del reddito la formula S=I che significa: i RISPARMI (S sta per to save, in english) devono essere uguali agli INVESTIMENTI, ovvero tanto più una collettività risparmia, tanto più può investire (e tanto più si investe e tanto più le famiglie avranno ricchezza, ovvero possibilità di risparmiare). Keynes, il padre della moderna macroeconomia, visse e studio’ durante il periodo della Grande Crisi del ’29 e introdusse concetti come “propensione marginale al consumo e al risparmio” per indicare l’orientamento
della collettività al consumo e al risparmio, due fattori che determinano gli investimenti della collettività stessa e quindi lo sviluppo (occupazione e benessere) o la recessione (disoccupazione e povertà). Ma non è questa la sede di approfondimento delle teorie Keynesiane, e non solo perchè non ne sono all’altezza, ma perchè la descrizione esemplificata del flusso circolare del reddito
serviva esclusivamente a ricordare come funziona in una società la normale circolazione del denaro e il ruolo che esercitano 3 o dovrebbero esercitare 3 le istituzioni bancarie. Dallo studio del flusso sappiamo infatti che il ruolo delle banche è quello di gestire i risparmi per mettere in condizione le imprese di effettuare investimenti. Ma come funziona il nostro sistema bancario?

Aurita

Francesco Filini, amministratore locale e studioso di economia, geopolitica e moneta. E' tra i fondatori della scuola di studi giuridici e monetari Giacinto Auriti, scrive sul rapportoaureo.it da oltre 5 anni ed è autore del saggio "Il Segreto della moneta - verso la Rivoluzione auritiana".

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