RIDIAMO A CESARE QUELLO CHE E’ DI CESARE!

Di Francesco Filini

Durante l’Impero Romano non esisteva il debito pubblico perchè la moneta apparteneva a Cesare (Lo Stato). Nessuno prestava monete a Cesare chiedendo indietro un interesse, Cesare era il Sovrano. Cesare non s’indebitava, sulle sue monete metteva la sua effige, proprio per rimarcarne la proprietà. OGGI SULLE BANCONOTE C’E’ LA SIGLA DELLA BCE E LA FIRMA DEL SUO GOVERNATORE, UN ORGANISMO SOVRANAZIONALE CHE INDEBITA I POPOLI PRESTANDO LE BANCONOTE CHE STAMPA.

Cesare ha perso la sua Sovranità, i suoi cittadini devono rispondere alle banche, pagano imposte salate non per fare il Colosseo, ma per ripianare un debito non dovuto alle Banche.

Cesare oggi non è più l’Imperatore, ma un cameriere. Perchè?

Perchè i suoi cittadini non hanno ancora capito che se il cibo scarseggia la colpa non è di chi deve portare il cibo, ma del padrone che stabilisce se e quando il cameriere deve portare il cibo a tavola. Questo ordina al suo cameriere di portare conti sempre più salati che sono delle vere e proprie truffe: infatti paghiamo tasse senza avere indietro i corrispettivi servizi. Oggi ci incazziamo con i camerieri, il padrone molto furbescamente li cambia, illudendoci che quelli nuovi porteranno cibo in abbondanza, anche se ci costerà un po’. Ma ‘ne vale della nostra sopravvivenza’, dice il padrone… Questo giochetto va avanti da troppo tempo…

E’ arrivato il momento di mettere da parte il cameriere ed andarsela a prendere con il Padrone, l’unico vero responsabile di questo disastro.

SOLO IN QUESTA MANIERA POTREMO RIAVERE CESARE E LIBERARCI DEI CAMERIERI: RIDIAMO A CESARE QUELLO CHE E’ DI CESARE!

Aurita

Francesco Filini, amministratore locale e studioso di economia, geopolitica e moneta. E' tra i fondatori della scuola di studi giuridici e monetari Giacinto Auriti, scrive sul rapportoaureo.it da oltre 5 anni ed è autore del saggio "Il Segreto della moneta - verso la Rivoluzione auritiana".

Un commento:

  1. carlo santorsola

    Vediamo se ho capito bene lo stato immette una quantità di moneta in circolazione che è di sua proprietà, con l’unico scopo di servire come valore di scambio nelle transazioni, che poi è lo scopo originale ed anche quello che normalmente si crede.
    Ovviamente essendo dello stato non deve nulla a nessuno.
    Ma allora com’è successo che ha perso la proprietà che necessità aveva di cederlo ai privati ?
    Perchè se si tratta di una truffa ovviamente si dovrebbe ritornare al vecchio sistema annullando qualsiasi contratto, chiedere il rimborso del maltolto e incarcerare chi la truffa l’ha perpetrata o sbaglio ?

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