Monti tassa cani & gatti ma si dimentica dei porci: i banchieri infatti non pagano mai

di Francesco Filini

L’ultimo capolavoro del Governo tecno-eurocratico del prof. Bilderberg, Trilateral e affini, Mario Monti si chiama tassa sui cani e gatti. La proposta a dire il vero, nasce da due carneadi della politica nostrana, Jole Santelli e Fiorella Rubino Ceccacci, entrambe del Pdl. Da quanto si apprende, per abortire l’ipotesi a dir poco strampalata, ci sono voluti ben tre anni, tanto che la poposta nasce nell’ormai lontano 2009. Arrivata al vaglio del sottosegretario all’Economia nominato da Monti, trova subito l’apprezzamento sul principio: per i tecnici allo sbaraglio tassare gli animali domestici è eticamente (i principi trovano la loro scaturigine dall’etica) giusto. Servirà, fanno sapere i “luminari” poco luminosi ma molto “illuminati” che occupano senza titolo gli scranni di Palazzo Chigi, a finanziare gli interventi contro il randagismo. Prendo in prestito una battuta di Enrico Montesano citata in uno dei film più divertenti della cinematografia tricolore per dire che “questa è la più grande stronzata da quando l’uomo ha inventato il cavallo”. Esattamente come quando un tale Arthur Laffer spiegava a Reagan, oramai trent’anni orsono, che aumentare le imposte fa diminuire il gettito semplicemente per il fatto che senza liquidità la produttività ne risente, oggi ci tocca spiegare ai “professoroni per mancanza di prove” che tassare ulteriormente una famiglia solo per il fatto di avere un animale domestico, non può che comportare inevitabilmente l’aumento di quel randagismo che si vorrebbe contrastare: quanti che già non arrivano a fine mese decideranno di liberarsi del miglior amico dell’uomo? A noi quest’ennesima trovata suono davvero molto molto strana. Stiamo attraversando la peggiore crisi planetaria che l’uomo abbia mai conosciuto e i sedicenti tecnici pensano a combattere il randagismo come fosse il male principale da combattere? Forse qualcuno dei ministri è stato recentemente morso da un cane randagio? Non credo, per la rabbia contro l’uomo che questi esseri che ci ritroviamo al Governo del Bel Paese covano dentro, qualsiasi cane eviterebbe di mordergli i polpacci per evitare di essere contagiato dall’idrocefalopatia di lor signori professori.
Se consideriamo che i bocconiani hanno deciso di tassare orizzontalmente tutti i cittadini italiani privandoli del sangue necessario a permettere la reciprocità degli scambi (volgarmente chiamato denaro), che queste tasse non servono a rimpinguare le disastrate casse degli enti pubblici che anzi vengono tagliati indiscriminatamente con la mannaia (spesso nei settori più delicati come quello dei servizi sociali e alla persona), la logica vorrebbe che i soldi che vengono portati via dall’intera nazione italiana servano a ripagare questo maledetto debito pubblico, che viene ripetuto come un mantra giustifica-crisi in ogni ridicola trasmissione televisiva che ospita sedicenti politici e affini. Ma vi do una notizia: non è così. Se guardiamo il debito pubblico italiano, vediamo infatti che da quando l’emissario della Goldman Sachs è arrivato per tramite di Napolitano al Governo, ci accorgiamo che questo è aumentato toccando il record assoluto di 1955 MLD! Ed è aumentato dopo che l’altro “Mr Goldman” Mario Draghi ha creato dal nulla 1000 MLD freschi per indebitare i popoli dell’europa intera. Di questi, 139 sono destinati ad essere caricati sul debito pubblico e privato italiano, con la solita maggiorazione d’interessi che le banche commerciali caricano sul denaro-debito creato ex nihilo. Lo scenario è raccapricciante e la domanda è legittima: se le tasse non servono ad avere servizi, se i tagli alla spesa pubblica non servono a risparmiare per pagare il debito, che cavolo ci fanno dei nostri soldi Monti e la pletora di tecnocrati???
Non posso pensare bene di questo Governo, la disperazione che sale dai quartieri della mia città me lo impedisce, quindi il sospetto che stiano facendo operazioni poco trasparenti si fa sempre più pesante. Soprattutto se si pensa che la prima cosa che ha fatto Monti appena nominato Premier è stato il bonifico di 2,5 MLD alla banca statunitense Morgan Stanley, dove casualmente – e sicuramente per merito – lavora i figlio. E nessuno ne ha chiesto conto!
E’ evidente che questo Governo al servizio dei parassiti globali che oggi vestono i panni eleganti dell’alta finanza, dopo aver tassato i poveri cani e gatti si sia dimenticato dei porci: i banchieri infatti sono gli unici a cui non vengono imposti sacrifici “lacrime e sangue”, perchè sono gli unici a beneficiare della crisi che loro stessi hanno artificialmente indotto. D’altronde un vecchio detto popolare recita: “simile non mangia simile”. Quindi un porco non può recar danno ai suoi amici porci. L’unica speranza che ci rimane è che l’uomo comprenda questo disegno orribile e si liberi al più presto di questi subumani che lavorano di notte, nelle stanze delle loro logge, al disegno che vede i popoli sotto il dominio del debito che loro stessi hanno inventato. Che Dio ci aiuti.

Aurita

Francesco Filini, amministratore locale e studioso di economia, geopolitica e moneta. E' tra i fondatori della scuola di studi giuridici e monetari Giacinto Auriti, scrive sul rapportoaureo.it da oltre 5 anni ed è autore del saggio "Il Segreto della moneta - verso la Rivoluzione auritiana".

8 commenti:

  1. Bisogna trovare subito il modo di spezzare il sodalizio tra stato e banche:non vedo altra possibilita’

  2. Secondo me bisogna trasormare la banca d’Italia in banca pura statale. Successivamente la banca d’Italia deve creare tante filiali per tutto il territorio a credito cooperativo .
    Eliminazione drastica di banche on line ,le cosidette virtuali.Poi bisogna analizzare i troppi istituti bancari che a sua volta sono azionati da personaggi connessi direttamente e/o indirettamente con attivisti politici ,industriali ,del mondo delle assicurazioni ,dalla mafia.
    Il banksters privato non favorisce il benessere di un popolo.
    Logicamente il tutto puo funzionare se esistesse un parlamento cristallino ,onesto.Forse sarà utopia?
    chissà!

  3. L’Italiano a perso l’istinto del patriotismo, fermare il pallone scoppia la rivoluzione
    essere derubati e privati della propria liberta dai politici nessuno si muove.
    Ci dobbiamo vergognare

  4. Trent’anni fa si pagava gia’ una tasa sui cani 24 mila lire a capo.Se questi soldi siano andati o meno ai fondi per gli interventi di sterilizzazione non ci credo.Certo è che cosi’ gia’ in un vortice di crisi, non si farebbe che peggiorare l’abbandono di gatti e cani.Mi auguro che qualcuno cn la testa sul collo ci sia ancora, ben venga la proposta della lega che votero’!!!!!!!!!!la riapertura delle case chiuse…meno degrado, meno criminalita’ meno malattie e soldi in tasca allo stato, la lega pare abbia stimato 8 miliardi di euro in piu’ con tasse al 30%.Viva la lega!!!!!!!

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