La Raggi annuncia la svolta europeista del M5S

Ciao Ciao grillonzi!

La Raggi saluta la retorica antisistema

di Francesco Filini

Complotto!

Beppe Grillo grida al solito complotto dicendo che il TG1 avrebbe “censurato” il discorso del Sindaco di Roma, Virginia Raggi, pronunciato davanti a tutto l’establishment eurocratico in occasione delle celebrazioni del 60° annivarsario del trattato di Roma. Un discorso breve, scritto su poche righe e interpretato come da manuale dall’esponente pentastellata, al quale è seguito lo scontato e dovuto applausetto di circostanza dei 27 capi di Stato dell’Unione Europea.

Ma la vera notizia non è la presunta censura del Tg1 sul discorso della Raggi, ma che proprio in quel discorso la grillina ha elogiato l’Unione Europea di Adenauer, De Gasperi, Monnet, Spinelli: quella dei padri fondatori dell’usurocrazia regnante. Di fatto il M5S fa registrare la sua “svolta” europeista, mettendo da parte la retorica antisistema con cui ha fin qui conquistato i voti. Le restanti chiacchiere “l’Europa deve essere dei cittadini” o “basta austerità” sono slogan all’olio d’oliva che ormai fa pure Renzi quando, in piena campagna elettorale si affanna piuttosto goffamente a criticare le politiche di ristrettezza monetaria imposte dal venerabilissimo Mario Draghi (che nessuno osa mai mettere in discussione, chissà perché…).

Ecco qui il discorso completo di Virginia Raggi ai 27 capi di Stato della UE, estratto dal blog di Beppe Grillo e condito dei nostri commenti (segnati in rosso):

“Signore e Signori, Capi delegazione dei 27 Paesi dell’Unione Europea e delle Istituzioni europee, sono onorata di darvi il benvenuto a nome della città di Roma. Sessanta anni fa qui a Roma prese il via una avventura straordinaria. I padri fondatori della Comunità Europea – animati da uno spirito rivoluzionario non scontato – misero da parte le distanze tra Stati che avevano portato alla guerra. (La storiella che grazie all’Unione Europea non esiste più la guerra in Europa fa parte della propaganta €urista, del tutto falsa e infondata: basti citare, solo come esempio, le guerre nei balcani e quella più recente in Ucraina per smentire questo assioma. Se poi si vuole alludere che all’interno della UE (che non è l’Europa) non ci sono state guerre, la cosa è tanto banale quanto ridicola, essendo la UE una colonia USA…).  E diedero vita ad un progetto visionario con l’obiettivo di garantire pace e benessere agli Europei.

Per la prima volta nella Storia ci si trovò di fronte ad una scelta condivisa e non imposta da un vincitore (ma siamo proprio sicuri che gli organismi eurocratici, che hanno portato alla graduale dissoluzione degli Stati nazionali, non siano il prodotto studiato e confezionato a tavolino dai “vincitori” della II GM?), nata da un intento comune e dalla capacità di ascoltare i cittadini. Anche ora c’è necessità di pace: un pensiero va a Londra e alle vittime dell’attentato terroristico di mercoledì. Hanno attaccato tutti gli europei, Roma è con voi. (ma come, non aveva detto al primo capoverso che non c’era più guerra in Europa grazie alla UE? Qualcuno spieghi alla Raggi che l’attentatore era un inglese di 52 anni nato a Kent, che ripeteva “La City non è più lei”, mettendo in evidenza quanto fosse attaccato alla sua città)

Solidarietà”, “interesse dei popoli” sono parole comuni a Adenauer, De Gasperi, Monnet, Spinelli. Questa è l’Europa, quella solidale dei popoli, che nel lontano 1957 si immaginava e che in parte abbiamo avuto in eredità tutti noi. Una eredità gioiosa e impegnativa da proseguire (viva la Ue!!).

Questa Europa non poteva realizzarsi in un giorno. Dobbiamo realizzarla noi, dobbiamo realizzare una comunità solidale. Stare insieme richiede impegno, soprattutto dopo anni segnati da una violenta crisi finanziaria che ha messo a nudo errori. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscerli e rilanciare la sfida: la finanza non è tutto. E nessuno deve rimanere indietro. (Il messaggio è chiaro: proseguire sulla strada sin qui traccita, quella che porta alla dissoluzione degli Stati nazionali a vantaggio di un’elefantiaco organismo che li fagocita).

La nostra generazione è chiamata a portare avanti quel sogno di Europa, ritornando allo spirito di quegli anni che oggi non c’è più e va recuperato. E’ stato Schuman ad ammonire che “l’Europa” sarebbe sorta “da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”. Tra i cittadini europei la solidarietà è già presente; le Istituzioni invece dovrebbero iniziare ad ascoltarli di più. (Capoverso di circostanza, che sostanzialmente non dice nulla se non delle banalità).

Le città avvicinano cittadini e Istituzioni che qui si incontrano: ascoltiamo i loro interessi, problemi, speranze. Noi sindaci siamo definiti “primi cittadini”: per questo, anche nei luoghi delle decisioni, dobbiamo far sentire forte la voce di chi chiede più lavoro, più inclusione sociale, più sicurezza. (Eh sì, non ci sono più le mezze stagioni…)

I cittadini devono essere messi al centro del potere decisionale. Le politiche non devono essere imposte dall’alto ma rappresentare la volontà popolare, introducendo strumenti di democrazia diretta e partecipata. (ci vuole davvero un bel coRAGGIo a continuare a portare avanti la retorica della democrazia diretta quando i fatti interni al M5S hanno dimostrato che conta solo il pèarere di Beppe Grillo e della Casaleggio associati!) Vanno tenute “in conto le attese dei cittadini”. L’Europa o è dei cittadini o non è Europa. Alcuni trattati, come il Regolamento di Dublino, vanno rivisti. Un’Unione soltanto economica non può durare.

Lavoriamoci tutti insieme, aprendo porte e cuore ai cittadini. Solo con la partecipazione di tutti l’Europa sarà legittimata. L’unione può essere maggiore della somma delle sue parti. Questo concetto è alla base della cultura europea, all’interno della quale le diversità trovano valorizzazione nel rispetto delle identità nazionali. (sì come no, we are the world, we are the children…)

Al Parlamento di Strasburgo, nel 2014, Papa Francesco ha chiesto: “Che cosa ti è successo Europa?”. Tante sono le risposte. Ma il Pontefice ha sottolineato che “le difficoltà possono diventare promotrici potenti di unità”. E’ questa l’opportunità della nostra generazione. (come non citare il Papa più mondialista di sempre?)

Sono presenti forze di coesione e di disgregazione. E’ fisiologico che sia così. Importante, però, è dare risposte concrete a chi denuncia insofferenza. Così è nata l’Europa: dalle richieste dei cittadini che i nostri padri fondatori hanno avuto il merito di saper ascoltare. (ma quant’erano bravi sti padri fondatori, sarà un caso che erano tutti massoni?)

Buon lavoro.”

Se questi rappresentano l’alternativa al PD, buona fortuna a tutti noi.

twitter@francescofilini

 

Aurita

Francesco Filini, amministratore locale e studioso di economia, geopolitica e moneta. E' tra i fondatori della scuola di studi giuridici e monetari Giacinto Auriti, scrive sul rapportoaureo.it da oltre 5 anni ed è autore del saggio "Il Segreto della moneta - verso la Rivoluzione auritiana".

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