Obama sposta il Doomsday Clock a pochi minuti dalla Mezzanotte

51704031-jpg-crop-cq5dam_web_1280_1280_jpegdi Francesco Filini

1473053841761Durante la Guerra Fredda il pericolo del “first strike” che avrebbe scatenato il disastro nucleare veniva misurato con un orologio ipotetico detto “Doomsday Clock”, orologio dell’Apocalisse. La mezzanotte rappresenta la fine del mondo, i minuti che la precedono rappresentano invece il coefficiente di rischio. Quando gli USA e l’URSS fecero i primi test nucleari nei primi anni ’50 l’orologio fu spostato a 2 minuti dalla Mezzanotte, dopo il crollo dell’Unione Sovietica fu spostato a 17 minuti. Oggi non si parla più tanto dell’orologio dell’Apocalisse, ma le guerre d’aggressione dell’Impero Mondialista in Ucraina e in Siria hanno velocemente riportato la lancetta in prossimità della Mezzanotte. Il disperato tentativo di difendere il dollaro, ovvero il sistema economico-finanziario che ha provocato finora 2 guerre mondiali e tante tante guerre coloniali dal 1945 ad oggi, sta spingendo sempre di più gli USA a scatenare una guerra su larga scala. In particolare, l’imminente debacle dell’Isis in Siria, ovvero dei mercenari islamisti al soldo del Dipartimento di Stato americano, ha mandato su tutte le furie il premio Nobel per la Pace, che ora chiude i rapporti diplomatici con la Russia.

Obama, rigorosamente su mandato della mafia della Federal Reserve, ha messo gli cartoon_isis_kill_usa_isreal_supportocchi sulla Siria da parecchio tempo: già nel 2013 si giocò la carta delle “armi di distruzione di massa” accusando il Presidente Siriano Assad di utilizzare il gas Sarin contro la popolazione avversa al suo Governo. Lo stesso protocollo utilizzato per rovesciare e assassinare Saddam Hussein, salvo poi scoprire – dopo anni di distanza – che il Presidente Irakeno non deteneva alcuna arma letale. Intanto l’Irak fu invaso e il governo eletto dal popolo rovesciato. Nel 2013 però fu la diplomazia russa ad evitare l’ennesima aggressione americana verso un paese del Medioriente, dimostrando per tempo che le accuse mosse dal solito Dipartimento di Stato Americano erano infondate. Putin mandò a carte quarantotto una manovra studiata da anni dall’intelligence USA, un piano di conquista ben preciso. Ma l’Impero Mondialista non demorde e comincia ad alzare il tiro armando sempre di più i ribelli qaedisti siriani, esaltando le frange wahabite al punto tale da consentirgli la creazione del cosiddetto Stato Islamico. Inizialmente l’offensiva di DAESH mette in crisi l’esercito siriano, ma la controffensiva dell’esercito Arabo Siriano coadiuvata dall’esercito russo, da hezbollah e dai pasdaran iraniani pone subito un argine ai mercenari islamisti. Nonostante i continui rifornimenti di armi e di denaro da parte delle potenze Occidentaliste, DAESH subisce l’inevitabile controffensiva del fronte lealista siriano che arriva fino ad Aleppo (città interamente in mano alle truppe qaediste) e smantella l’armata filo-Usa. In pratica Putin ha rifilato l’ennesima batosta politica e militare al duo Obama-Killary Clinton, difendendo ancora la storica alleata della Russia.

fine-del-dollaro-312x166Ora, di fronte a questa nuova sconfitta che sconquassa i piani dell’intelligence a stelle e strisce, gli USA si trovano costretti ad alzare la posta in gioco, arrivando a rompere le relazioni diplomatiche con la Russia. Non sappiamo quali saranno le prossime mosse, ma c’è da aspettarsi di tutto: l’economia Occidentale è sempre più sull’orlo del collasso, l’Europa che finora ha fatto da cuscinetto alla mega inflazione che incombe sul dollaro accollandosi una crisi pesantissima, comincia a dare segni di sofferenza verso la “madrepatria d’oltreoceano”. Una sofferenza sfruttata a pieno dall’abile diplomazia russa che cerca di tenere in piedi i rapporti edificando ponti con i singoli Stati dell’Unione Europea, nonostante le assurde sanzioni imposte dopo l’abbattimento del’aereo MH17 in terra Ucraina. C’è da aspettarsi di tutto, dicevamo, soprattutto perché il collasso di un sistema debitocratico e dollarocentrico è molto più vicino di quanto si possa pensare. Ed è questo collasso ad avvicinare sempre di più le lancette del Doomsday Clock alla “Midnight”.

twitter @francescofilini

Aurita

Francesco Filini, amministratore locale e studioso di economia, geopolitica e moneta. E' tra i fondatori della scuola di studi giuridici e monetari Giacinto Auriti, scrive sul rapportoaureo.it da oltre 5 anni ed è autore del saggio "Il Segreto della moneta - verso la Rivoluzione auritiana".

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