Dalla Cina arriva il colpo mortale al dollaro

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di Francesco Filini
C’ERA UNA VOLTA IL PETRODOLLARO

Nel 2017 la Cina è diventata il primo paese importatore di petrolio al mondo, superando per la prima volta nella storia gli Stati Uniti d’America. Questo fatto epocale permette a Pechino di far sentire il suo peso nei confronti dei paesi esportatori OPEC, Arabia Saudita tra tutti. L’obiettivo cinese è quello di creare il “Petroyuan”, ovvero un sistema di pagamenti che possa superare il monopolio del “Petrodollaro”, su cui gli USA (o meglio l’entità che governa gli USA, la Federal Reserve) hanno fondato il loro impero a partire dal 1972, ovvero quando gli americani siglarono l’accordo con i Sauditi scaturito dall’abbandono del Gold-Dollar-Standard (accordi di Bretton Woods siglati nel 1944 e durati Gazprome%20routesfino al 15 Agosto 1971). Bretton Woods prima e Petrodollaro poi, hanno garantito il primato mondiale al dollaro americano, utilizzata come moneta di riserva mondiale su cui gli USA hanno fondato il loro impero. Oggi il mondo ha complessivamente oltre 17 triliardi di dollari di debito con la ‘macchina da stampa’ della Federal Reserve: in più di mezzo secolo il biglietto verde ha inondato i mercati mondiali, moltiplicandosi fittiziamente come una metastasi attraverso il perverso mercato azionario.
Questo dominio assoluto è stato messo più volte in discussione dai paesi che orbitano attorno ai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) che in più di un’occasione hanno provato a siglare vari accordi di scambio bilaterali o multilaterali che estromettessero il dollaro dalle transazioni commerciali (fra tutti vale la pena citare il protocollo “Oil for gold” in vigore tra Cina e Iran, o “l’accordo del Santo Graal Energetico” che segna una rivoluzione epocale nei rapporti tra Cina e Russia.

LUNEDI’ 26 MARZO, SAVE THE DATE
Risultati immagini per oil for gold iran cinaIl 26/03/2018 sarà una data che leggeremo sui futuri libri di storia: dopo anni di tentativi non andati a buon fine, la CINA lancerà nel mercato il primo FUTURE del PETROYUAN, portando a compimento il processo di de-dollarizzazione del globo tanto voluto in questi anni. Sarà l’inizio di una rivoluzione epocale, destinata a sconquassare i mercati di tutto il mondo: la tigre cinese affonderà i suoi artigli su un occidente sempre più in declino. Quando una parte sempre più consistente di mondo comincerà a rimandare indietro i biglietto verde perché non più necessario, questo andrà in iperinflazione e perderà progressivamente di valore. C’è il serio rischio che l’impero di carta eretto dagli USA  possa davvero collassare su se stesso.

DI TRUMP, DEI DAZI E DELLA GUERRA IN SIRIA
Risultati immagini per trump cinaUna volta compreso che il dominio occidentale fondato sul dollaro è prossimo al collasso, sarà più facile comprendere il motivo dell’ostilità di Trump verso la Cina a cui – quasi in maniera disperata – ha recentemente deciso di imporre delle sanzioni economiche attraverso i dazi. Chiudere un mercato fondato sulla globalizzazione è una contraddizione in termini, il protezionismo (del dollaro, ovvero di un modello economico) nel breve-medio periodo si rivelerà un boomerang perché metterà in evidenza tutte le contraddizioni di un sistema monetario fondato sul debito. Lo scenario Risultati immagini per siria oleodotto petroliomonetario globale appena descritto, direttamente collegato alle fonti energetiche, ci dà una chiara visione di ciò che è accaduto in Siria negli ultimi sei anni: una guerra voluta dal cartello del petrodollaro (USA e Arabia Saudita tra tutti) per cercare di liberare il corridoio del petrolio che dal medioriente viaggia verso l’Europa. La Russia, storica alleata della Siria, ha scongiurato una guerra totale e ha respinto le milizie jihadiste dell’Isis che sono state formate ideologicamente dai Sauditi e finanziate e addestrate dal cartello del petrodollaro. Una guerra vinta da Assad e da Putin, ma che rischia di riesplodere proprio per cercare di rallentare il declino del biglietto verde.

L’ITALIA, L’EUROPA E PUTIN
Risultati immagini per obama spia putin merkelChi non vede che il mondo stia precipidando verso un periodo di instabilità sempre più marcata e sempre più pericolosamente prossimo a scenari impensabili, come quello di un conflitto su larga scala, è semplicemente un ingenuo. L’Europa ha fin qui fatto da ‘cuscinetto’ all’inflazione galoppante del dollaro: la crisi è stata scaricata sulle colonie occidentali e tra queste a farne le spese più degli altri sono stati i paesi della fascia mediterranea. La maxibolla del dollaro contiene a sua volta la maxibolla dell’Euro: un settennio di Quantitative Easing di Mario Draghi ha Risultati immagini per debito europaavuto lo stesso effetto che si ha quando un corpo morente viene artificialmente messo in coma farmacologico, si è cercato di mantenere il paziente in vita con la droga della fiat money, ma ora sembra che la ‘droga’ immessa nei mercati sia veramente tanta e in autunno la somministrazione artificiosa di denaro verrà interrotta. Visto lo scenario, gli effetti sono potenzialmente devastanti. Il più grande peccato dell’Europa è stato quello di aver obbedito allo Zio Sam, deteriorando sempre più i rapporti con la Russia di Putin attraverso sanzioni ignobili e attraverso una pelosa accondiscendenza nei confronti della guerra per procura scoppiata in Donbass, scritta e messa in scena dal Dipartimento di Stato Americano. Tutti gli accordi di cooperazione tra Europa e Russia fatti nel primo decennio del XXI secolo sono stati spazzati via in maniera scellerata, spingendo l’Orso Russo verso Oriente. Questo è stato il più grande peccato che gli europei rischiano di far pagare caro alle future generazioni. E l’Italia? Nello scacchiere geopolitico anche l’Italia avrebbe dovuto far la sua parte: quella di fare da trade-union tra Germania e Russia, permettendo la nascita del South Stream e di una sana cooperazione tra Europa e Russia, che fosse in grado di bilanciare le spinte espansionistiche che vengono da Occidente e da Oriente.

NULLA E’ ANCORA PERDUTO
Gli eventi corrono ad una velocità mai vista prima e anche un tavolo così complesso può essere rimesso sui binari della razionalità. Da lunedì in poi vedremo come risponderà l’Europa all’introduzione del Future sul Petroyuan, se sarà intelligente dovrà subito rivedere la sua posizione nella guerra Siriana e nei rapporti con la Russia di Putin: c’è ancora spazio per il dialogo e per la salvaguardia degli interessi reciproci. Il primo tra tutti è quello di evitare una guerra su larga scala. Semplicemente perché non conviene a nessuno.

Twitter @francescofilini

Aurita

Francesco Filini, amministratore locale e studioso di economia, geopolitica e moneta. E' tra i fondatori della scuola di studi giuridici e monetari Giacinto Auriti, scrive sul rapportoaureo.it da oltre 5 anni ed è autore del saggio "Il Segreto della moneta - verso la Rivoluzione auritiana".

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