L’hai messo in banca

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di Claudio Marsilio

Non dicevamo così una volta, quando concludevamo un buon affare o mettevamo al sicuro dei risparmi?

“Metterli in banca” equivaleva a sinonimo di sicurezza. Segreto bancario, discrezionalità e professionalità dei dipendenti bancari garantivano al proprietario del denaro depositato sonni tranquilli.

Ma, si sa, i tempi cambiano. In Italia qualche avvisaglia di cambiamento già c’era stata nel 1992: ricorderete senz’altro quella notte fra il 9 e il 10 luglio 1992 quando  il governo guidato da Giuliano Amato penetrò nei forzieri delle banche italiane prelevando il 6 per mille da ogni deposito.

Quel provvedimento, varato mentre i mercati si accanivano sulla lira, prevedeva le misure più disparate per fare cassa: dall’aumento dell’età pensionabile alla patrimoniale sulle imprese, dalla minimum tax all’introduzione dei ticket sanitari, dalla tassa sul medico di famiglia all’imposta straordinaria sugli immobili pari al 3 per mille della rendita catastale rivalutata. Prelievo sui conti correnti e Isi fruttarono insieme 11.500 miliardi di lire. L’imposta straordinaria sugli immobili, nella migliore delle tradizioni italiane, perse subito il prefisso stra per diventare una gabella ordinaria: l’imposta comunale sugli immobili, ovverosia l’Ici.

Naturale che un brividino lungo la schiena sia corso a tutti gli italiani quando la Troika (termine sempre più diffuso per alludere al terzetto composto da UE, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea, dal sinistro sapore sovietico ) ha imposto alla sfortunata isola di Cipro un prelievo forzoso per avere il privilegio di rimanere nella moneta unica.

I nostri soldi non più protetti, ma ostaggio delle banche.

A Cipro si sono sottratti il 37,5% dei contanti dai conti correnti al di sopra dei 100.000€. Una scostante sciatteria e trascuratezza nella ricerca di informazioni ha fatto fare spallucce ai più convinti sostenitori dell’Austerità economica: “Ma quelli sono i conti degli oligarchi russi, tutti mafiosi che vanno a Cipro a riciclare i soldi…”

A patto che, quand’anche fosse, non si capisce perché a un ladro devi rispondere rubando, ma poi chi te l’ha detto? E tutti quei piccoli proprietari, che magari hanno venduto un immobile e si trovano liquidità in cassa, o gli artigiani e le aziende ( da noi le chiamiamo PMI, con orgoglio, considerandole il tessuto economico del nostro Paese ) che lavorano onestamente? A tutte quelle persone, indifferentemente da come li hanno guadagnati, hanno sottratto 37.500€ su 100mila netti dal portafoglio. Soldi già tassati, già scremati di tutto, che rappresentano ciò che una persona che ha lavorato una vita ha messo da parte per i propri figli.

Tutto questo è finito in un buco nero per “salvare le banche” e con esse la possibilità per Cipro di restare nell’euro. La moneta che ti rende prigioniero e schiavo dell’UE, l’Usurocrazia Europea.

Tanto è piaciuto questo furto che il Presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha appena definito la ristrutturazione delle banche di Cipro un modello per risolvere i problemi delle banche di altri Paesi europei e la Commissione propone: “In base a una nuova bozza di legge europea i titolari di conti bancari superiori ai centomila euro potrebbero essere coinvolti in future liquidazioni bancarie, mentre i correntisti sotto i centomila euro continuerebbero ad essere protetti. “In nessun caso, né ora né in futuro, è possibile coinvolgere i titolari dei depositi inferiori ai centomila euro“, ha detto Chantal Hughes, portavoce del Commissario Ue ai Mercati Michel Barnier. “Nella proposta della Commissione, che attualmente si sta discutendo, non è escluso che i depositi sopra i centomila euro possano essere strumenti utilizzabili per i bail-in”, ha aggiunto la portavoce. 

Il presidente del parlamento cipriota, alla luce di quanto avvenuto e sotto la spinta delle proteste scoppiate nelle strade, ha dichiarato che bisogna lasciare la Troika e l’UE per garantire l’indipendenza nazionale, la sovranità nazionale, l’integrità morale, e l’indipendenza economica, perché con questo memorandum non c’è futuro per Cipro .

Si fa sempre più strada la massima filosofica attribuita al presidente Jackson tratta dal libro “L’ABC dell’economia” del grande Ezra Pound: «il luogo più sicuro di deposito: le braghe del popolo»,diceva.

Come dargli torto?

Aurita

Francesco Filini, amministratore locale e studioso di economia, geopolitica e moneta. E' tra i fondatori della scuola di studi giuridici e monetari Giacinto Auriti, scrive sul rapportoaureo.it da oltre 5 anni ed è autore del saggio "Il Segreto della moneta - verso la Rivoluzione auritiana".

4 commenti:

  1. Scusami Claudio. Mi permetto una precisazione su quanto da te scritto circa il prelievo sui conti ciprioti. La fonte è Il Sole 24 Ore del 2 aprile scorso (articolo a pag.11). I proprietari di depositi della Bank of Cyprus superiori a 100 mila euro vedranno il 37,5% dell’importo eccedente la soglia garantita dalla UE convertito in azioni speciali, come contributo alla ricapitalizzazione dell’istituto di credito. Un altro 22,5% rimarrà congelato su conti infruttiferi, il rimanente 40%, a sua volta congelato, continuerà a maturare interessi, che non saranno pagati finchè la banca non si sarà rimessa in ordine. Inoltre, la quota congelata su depositi infruttiferi (22,5%) potrebbe essere utilizzata per ulteriori operazioni di ricapitalizzazione. Questo porterebbe il contributo coatto fino al 60% delle somme oltre i 100 mila euro, con in più l’evidente rischio che quei correntisti non rivedano mai più l’intero importo eccedente i 100 mila euro, posto che se la Bank of Cyprus, come molto probabile, dovesse andare incontro a nuove difficoltà, le sue azioni crollerebbero a picco e i soldi rimasti sui conti non avrebbero alcuna garanzia di rimborso. Tutto questo in un contesto in cui (cito sempre Il Sole 24 Ore del 2 aprile) l’accordo è avvenuto in una Bruxelles dove la presenza del Presidente cipriota è stata “assicurata” grazie ad un velivolo militare belga che lo ha letteralmente prelevato dalla sua isola: inaudito!! Era Bruxelles che aveva “paura” di Cipro, non viceversa. Un Capo di Stato, in una condizione del genere, non si sposta mai dalla sua roccaforte, sono gli “altri” che devono avvicinarsi se vogliono trattare, non viceversa. La giornalista riferisce che i negoziati sono stati condotti da Van Rompuy e dai vertici della Troika, mentre i ministri sono tenuti al corrente saltuariamente. Riportando, poi, l’affermazione di un funzionario scrive: “Nei fatti l’Eurogruppo è stato estromesso, ha solo dato il suo benestare all’accordo finale”. Molti ministri hanno di fatto passato la serata negli uffici della loro delegazione nazionale, in attesa di notizie. Alla fine, un diplomatico predice: “Il 2013 sarà l’anno decisivo della crisi debitoria, il rischio è di assistere a tante piccole Conferenze di Monaco tipo 1938, nelle quali tutti dicono di aver vinto, ma in realtà tutti hanno perso e in particolare l’Europa”.
    Credo che quanto sopra parli da sè..
    Paola Musu

  2. Scusate rettifico: il numero de Il Sole 24 Ore è del 31 marzo 2013
    Paola Musu

  3. Claudio Marsilio

    Grazie Paola per la doverosa precisazione. Quindi la realtà è anche peggio…

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