BCE finanzia le imprese ma non gli Stati

di Massimiliano Scorrano

Il caso Daimler
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Di recente la testata giornalistica Libero Quotidiano ha pubblicato un articolo col quale ci rende noto, riportando la notizia pubblicata dal quotidiano Italia Oggi del 28 dicembre 2019, che la BCE ha acquistato due bond della Daimler “Nella prima tornata di acquisti obbligazionari in seno al nuovo Qe, la Bce ha acquistato due bond della Daimler direttamente in asta, ovvero sul mercato primario. Non un bel segnale, anzi.” (1).

Fin qui nulla di strano, ed il motivo lo spiegheremo più in avanti. Quello che suona strano sono le presunte motivazioni addotte dalla stessa testata legate al prosieguo dell’articolo che recita testualmente: “alla luce dei nuovi dati e degli sviluppi sul campo geopolitico ed economico internazionale, capiamo anche il perché. È quello che scrive Italia Oggi in edicola sabato 28 dicembre. Insomma, Bce matrigna, scrive Mauro Bottarelli, per i tassi di deposito negativi ma anche cavaliere bianco per quanto riguardo costi e capacità di finanziamento sul mercato delle aziende tedesche più in difficoltà congiunturale, come quelle dell’ automotive.”. (2)

Nella giungla degli acronimi e nel dedalo delle disposizioni di legge e delle norme, cercheremo di fare chiarezza. Partiamo prima di tutto da quello che può fare la BCE secondo quanto previsto dal proprio statuto e dal TFUE, ossia dalle norme in vigore, regolarmente recepite dagli ordinamenti nazionali aderenti. È cosa arcinota del divieto di finanziare gli Stati membri ed altre Agenzie Pubbliche direttamente, acquistando sul mercato primario i loro titoli del debito pubblico, proprio come previsto dall’articolo 123 del Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea, che recita appunto :

“Articolo 123 (ex articolo 101 del TCE)

1. Sono vietati la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca centrale europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate «banche centrali nazionali»), a istituzioni, organi od organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o

delle banche centrali nazionali.

2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell’offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati.” (3)

Da dove scaturisce tale divieto?

Le motivazioni sono consultabili sulla pubblicazione denominata “INDIRIZZO (UE) 2015/510 DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA del 19 dicembre 2014 sull’attuazione del quadro di riferimento della politica monetaria dell’Eurosistema (BCE/2014/60)” (4). Su questo documento, tecnico ed operativo, vi sono svariate attribuzioni riservate alla BCE in virtù dello Statuto della BCE e del TFUE che ha recepito gli articoli del TCE. Tali attribuzioni vincolanti provvedono a dare la definizione di talune operazioni, di quali strumenti finanziari trattare sui mercati, quali strumenti possono essere trattati sul mercato primario, quali strumenti possono essere trattati sul mercato secondario, quali strumenti finanziari possono essere trattati direttamente, la definizione di controparti dell’Eurosistema, il tutto tenendo sempre presente il divieto dell’alterazione dei prezzi di mercato e del contenimento dell’inflazione all’interno di parametri predefiniti. Se volessimo riassumere tali attribuzioni potremmo farlo dicendo che la BCE, il SEBC operano in modo che:

i) Non vi siano aiuti di stato;

ii) Non vi siano alterazioni di prezzi che devono essere liberi di fluttuare liberamente;(5)

iii) Siano definite le modalità e le caratteristiche di chi può operare come controparte dell’Eurosistema;

Nell’ambito del documento di cui al punto (4) la BCE ha messo a punto un programma per rendere operativi gli interventi in ambito di politica monetaria; tale programma è stato denominato A.P.P.(6) ossia, Programma di Acquisto di Titoli Pubblici e Privati. Tale programma APP prevede:

I) CBPP3: L’acquisto di obbligazioni bancarie garantite. Tale programma ha avuto inizio il 20/10/2014. (il CBPP1 ed il CBPP2 sono programmi già terminati).

II) ABSPP: L’acquisto di titoli emessi in seguito alla cartolarizzazione di prestiti bancari. Tale programma ha avuto inizio il 21/11/2014.

III) PSPP: l’acquisto di titoli emessi dai governi e da altre amministrazioni pubbliche dell’area Euro. Il programma è iniziato il 09/03/2015.

IV) CSPP: L’acquisto di titoli obbligazionari di società non finanziarie dell’area Euro. Il programma ha avuto inizio il 08/06/2016

V) TLTRO: programmi relativi alle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, TLTRO) che offrono agli enti creditizi dell’Eurosistema finanziamenti con scadenze pluriennali diretti a migliorare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria, sostenendo l’erogazione del credito bancario all’economia reale. Nell’ambito TLTRO si è arrivata al 3° programma.

I punti I), II), III) e V) sono, in pratica, finanziamenti rivolti al sistema bancario, in particolare il punto III) provvede al riacquisto dei titoli governativi dal sistema delle banche e dagli istituti finanziari abilitate al mercato primario che, per operare in tale sistema devono obbligatoriamente avere determinati requisiti (7). Il punto IV) permette alla BCE ed al sistema delle BCN di rivolgersi al mercato nella sua interezza. Infatti la BCE può rivolgersi sia al riacquisto dei fondi obbligazionari già in pancia agli istituti di credito e/o finanziari, sia acquistando direttamente dall’emittente. In tale ambito, in buona sostanza, non esiste un mercato primario e secondario ma solo il mercato. Da notare, inoltre, che i punti I), II) e III) sono partiti in anticipo rispetto al punto IV). Vi è da precisare che, in virtù della decisione del Direttivo della BCE di diminuire l’impegno al riacquisto di tali assets, (passati da 80 miliardi di euro al mese, poi 65 miliardi di euro al mese ed infine 20 miliardi di euro al mese), la stessa BCE provvederà ad acquistare titoli utilizzando moneta a corso legale dei titoli giunti a scadenza (8) non provvedendo in nessuno modo, pertanto, ad emettere altre banconote oltre a quelle già in circolazione immesse in relazione ai programmi I), II), III) e V).

Tutte le predette operazioni danno vita e corpo a quello che solitamente viene indicato come strumento di politica monetaria non convenzionale, ossia, tutte operazione che fanno riferimento al famoso “what ever it takes” di draghiana memoria. Verrebbe da dire “nulla di nuovo sul fronte occidentale” se non il sensazionalismo riservato ad una notizia che non è notizia sensazionale.

Si rende sempre più necessario intervenire sulla fase di emissione della moneta e non sulla circolazione a cui si riferiscono le considerazione dell’articolo di Liberoquotidiano.it. Infatti, come abbiamo potuto constatare, è il diritto che domina l’economia e non viceversa. Occorre cambiare le leggi in modo che non vi sia più commistione tra i due momenti, quello dell’emissione con quello della circolazione.

4/1/2020, per la Scuola di Studi Giuridici e Monetari Giacinto Auriti

(articolo originale: http://www.giacintoauriti.com/notizie/200-bce-finanzia-le-imprese-ma-non-gli-stati.html)

note

(1) https://www.liberoquotidiano.it/news/economia/13548358/bce-compra-bond-azienda-tedesca-.html

(2) https://www.italiaoggi.it/news/la-bce-acquista-bond-della-daimler-2412916

(3) https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/file/repository/relazioni/libreria/novita/XVII/Trattato_sull_unione_europea.pdf (pag. 76)

(4) https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/oj_jol_2015_091_r_0002_it_txt.pdf

(5) https://www.ecb.europa.eu/explainers/tell-me-more/html/asset-purchase.it.html

(6) https://www.ecb.europa.eu/explainers/tell-me-more/html/app.it.html

(7) https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/bilancio-esercizio/2019-bilancio-esercizio/bil-eserc-2019.pdf (pag. 11 nota 1)

(8) ibidem (pag.11)

Giovanni Moretti

Giovanni Moretti è nato a Torino nel 1963. Specialista in architetture informatiche e servizi ICT, ha studiato e lavorato per più di trent'anni per grandi multinazionali del settore per trovarsi ora in un percorso a ritroso che era iniziato in giovinezza con l'algebra di George Boole, poi proseguito in direzione di Gottlob Frege raccogliendo, strada facendo, una profonda passione per la filosofia

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