The walking debt. È risiko mondiale

 

di Sara lapico

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È sotto gli occhi di tutti: viviamo nella peggiore crisi del dopoguerra.

Molti economisti invocano la “panacea” di tutti i mali che consisterebbe nella stampa di denaro.  Ma la questione, frettolosamente liquidata come “economica” è, ancor prima di ciò, di natura geopolitica. I rapporti di forza tra nazioni, o semplicemente tra blocchi, che perseguono interessi o visioni contrapposte, hanno da sempre governato la storia. Continue reading

Asmodeo, la produzione, il valore e l’oro

di: Ugo Genovesi, Sara Lapico, Massimiliano Scorrano.

fonte: http://www.giacintoauriti.com/notizie/204-asmodeo-la-produzione-il-valore-e-l-oro.html

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La funzione del denaro, appare evidente, è quella di permettere la circolazione delle merci e dei servizi in un rapporto sinallagmatico, ossia di reciproco scambio, commensurandoli.  Per esempio: <Tizio è disposto a cedere olio in cambio di vino, Caio cede le sue mele in cambio di lana ecc..>. In altre parole si può affermare che il possesso del denaro conferisce il diritto di impossessarsi dei beni e dei servizi prodotti dalla collettività. Pertanto, il sottostante di questo strumento è noto: esso non può che essere la produzione. Continue reading

Il limite dell’indebitamento: R.O.T.A. vs Moltiplicatore fiscale (integrale)

di Massimiliano Scorrano

Prologo

La produzione scientifica dominante è concorde nel sostenere che il merito creditizio degli Stati sia esclusivamente verificabile dal rapporto Debito/PIL. Sostenere semplicemente che un maggior indebitamento sia deleterio può essere vero ma non sufficiente, questo perché, genericamente, tutti siamo consapevoli che questo sistema prevede l’indebitamento per la crescita del PIL. Gli Stati, tutti, hanno necessità di investire gli impieghi acquisiti dalle fonti per realizzare i propri piani di spesa; tradotto, tutti gli Stati, nessuno escluso, hanno necessità di fare debito, tramite l’emissione di TDS, per ottenere i mezzi finanziari da impiegare affinché si dia seguito alle politiche fiscali intraprese. Dire semplicemente che solo un maggior debito pubblico sia causa, e non anche concausa, del rallentamento crea gli spread in quanto induce tutti a rivolgere l’attenzione sul debito e non sulla potenziale profittabilità ottenuta grazie a quell’indebitamento. Ma qual è il limite massimo dell’indebitamento? Continue reading

Il limite dell’indebitamento: R.O.T.A. vs Moltiplicatore fiscale – Parte5

di Massimiliano Scorrano

Prologo

 La produzione scientifica dominante è concorde nel sostenere che il merito creditizio degli Stati sia esclusivamente verificabile dal rapporto Debito/PIL. Sostenere semplicemente che un maggior indebitamento sia deleterio può essere vero ma non sufficiente, questo perché, genericamente, tutti siamo consapevoli che questo sistema prevede l’indebitamento per la crescita del PIL. Gli Stati, tutti, hanno necessità di investire gli impieghi acquisiti dalle fonti per realizzare i propri piani di spesa; tradotto, tutti gli Stati, nessuno escluso, hanno necessità di fare debito, tramite l’emissione di TDS, per ottenere i mezzi finanziari da impiegare affinché si dia seguito alle politiche fiscali intraprese. Dire semplicemente che solo un maggior debito pubblico sia causa, e non anche concausa, del rallentamento crea gli spread in quanto induce tutti a rivolgere l’attenzione sul debito e non sulla potenziale profittabilità ottenuta grazie a quel indebitamento. Ma quel è il limite massimo dell’indebitamento?

è qui disponibile la Parte4: (http://www.rapportoaureo.it/il-limite-dellindebitamento-r-o-t-a-vs-moltiplicatore-fiscale-parte4/)

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Il limite dell’indebitamento: R.O.T.A. vs Moltiplicatore fiscale – Parte4

di Massimiliano Scorrano

Prologo

La produzione scientifica dominante è concorde nel sostenere che il merito creditizio degli Stati sia esclusivamente verificabile dal rapporto Debito/PIL. Sostenere semplicemente che un maggior indebitamento sia deleterio può essere vero ma non sufficiente, questo perché, genericamente, tutti siamo consapevoli che questo sistema prevede l’indebitamento per la crescita del PIL. Gli Stati, tutti, hanno necessità di investire gli impieghi acquisiti dalle fonti per realizzare i propri piani di spesa; tradotto, tutti gli Stati, nessuno escluso, hanno necessità di fare debito, tramite l’emissione di TDS, per ottenere i mezzi finanziari da impiegare affinché si dia seguito alle politiche fiscali intraprese. Dire semplicemente che solo un maggior debito pubblico sia causa, e non anche concausa, del rallentamento crea gli spread in quanto induce tutti a rivolgere l’attenzione sul debito e non sulla potenziale profittabilità ottenuta grazie a quel indebitamento. Ma quel è il limite massimo dell’indebitamento?

è qui disponibile la Parte3: http://www.rapportoaureo.it/il-limite-dellindebitamento-r-o-t-a-vs-moltiplicatore-fiscale-parte3/

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Sulla politica fiscale delle banche centrali

di Massimiliano Scorrano

 

Memento pratico,

 ovvero le fonti del diritto,

la lettera di Andreatta e …#ildivorziodellottantùno

 

Prologo

Quanto riportato di seguito non vuole affatto essere una critica al Senatore Bagnai(1) per l’aver sostenuto che quella della monetizzazione del debito è politica fiscale e non monetaria. Il punto è che sì, è vero, trattasi di politica fiscale almeno tanto quanto politica fiscale è il QE, e questo è fuori discussione, ma il fatto che è falso affermare che al di fuori dell’eurozona le banche centrali finanziano gli Stati acquistando titoli di debito sul mercato primario. Continue reading

Il limite dell’indebitamento: R.O.T.A. vs Moltiplicatore fiscale – Parte3

di Massimiliano Scorrano

Prologo

 La produzione scientifica dominante è concorde nel sostenere che il merito creditizio degli Stati sia esclusivamente verificabile dal rapporto Debito/PIL. Sostenere semplicemente che un maggior indebitamento sia deleterio può essere vero ma non sufficiente, questo perché, genericamente, tutti siamo consapevoli che questo sistema prevede l’indebitamento per la crescita del PIL. Gli Stati, tutti, hanno necessità di investire gli impieghi acquisiti dalle fonti per realizzare i propri piani di spesa; tradotto, tutti gli Stati, nessuno escluso, hanno necessità di fare debito, tramite l’emissione di TDS, per ottenere i mezzi finanziari da impiegare affinché si dia seguito alle politiche fiscali intraprese. Dire semplicemente che solo un maggior debito pubblico sia causa, e non anche concausa, del rallentamento crea gli spread in quanto induce tutti a rivolgere l’attenzione sul debito e non sulla potenziale profittabilità ottenuta grazie a quel indebitamento. Ma quel è il limite massimo dell’indebitamento?

Abbiamo pensato di fare cosa gradita a suddividere l’articolo in 5 parti, che pubblicheremo ogni sabato mattina in modo da aumentarne la leggibilità e l’accessibilità.

è qui disponibile la Parte2: http://www.rapportoaureo.it/il-limite-dellindebitamento-r-o-t-a-vs-moltiplicatore-fiscale-parte-2/

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Ateismo agnostico razionalista

Ateismo e agnosticismo sono termini che possono convivere senza escludere l’un l’altro. L’ateismo ha a che fare con la fede ed è ateo chi non crede all’esistenza di Dio ma, a domanda precisa rispondendo di non credere alla sua NON esistenza per poter giustificare così perlomeno una forma debole dell’annunciato agnosticismo, si contraddice però la definizione di ateismo, che è la negazione esplicita dell’esistenza di una divinità, ovvero è fede, non diversamente spiegabile, nella sua inesistenza, come da kantiana, copernicana rivoluzione. Continue reading

Il limite dell’indebitamento: R.O.T.A. vs Moltiplicatore fiscale – Parte 2

di Massimiliano Scorrano

Prologo

La produzione scientifica dominante è concorde nel sostenere che il merito creditizio degli Stati sia esclusivamente verificabile dal rapporto Debito/PIL. Sostenere semplicemente che un maggior indebitamento sia deleterio può essere vero ma non sufficiente, questo perché, genericamente, tutti siamo consapevoli che questo sistema prevede l’indebitamento per la crescita del PIL. Gli Stati, tutti, hanno necessità di investire gli impieghi acquisiti dalle fonti per realizzare i propri piani di spesa; tradotto, tutti gli Stati, nessuno escluso, hanno necessità di fare debito, tramite l’emissione di TDS, per ottenere i mezzi finanziari da impiegare affinché si dia seguito alle politiche fiscali intraprese. Dire semplicemente che solo un maggior debito pubblico sia causa, e non anche concausa, del rallentamento crea gli spread in quanto induce tutti a rivolgere l’attenzione sul debito e non sulla potenziale profittabilità ottenuta grazie a quel indebitamento. Ma quel è il limite massimo dell’indebitamento?

Abbiamo pensato di fare cosa gradita a suddividere l’articolo in 5 parti, che pubblicheremo ogni sabato mattina in modo da aumentarne la leggibilità e l’accessibilità.

è qui disponibile la Parte1: http://www.rapportoaureo.it/il-limite-dellindebitamento-r-o-t-a-vs-moltiplicatore-fiscale-parte-1/

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Il limite dell’indebitamento: R.O.T.A. vs Moltiplicatore fiscale – Parte 1

di Massimiliano Scorrano

Prologo

La produzione scientifica dominante è concorde nel sostenere che il merito creditizio degli Stati sia esclusivamente verificabile dal rapporto Debito/PIL. Sostenere semplicemente che un maggior indebitamento sia deleterio può essere vero ma non sufficiente, questo perché, genericamente, tutti siamo consapevoli che questo sistema prevede l’indebitamento per la crescita del PIL. Gli Stati, tutti, hanno necessità di investire gli impieghi acquisiti dalle fonti per realizzare i propri piani di spesa; tradotto, tutti gli Stati, nessuno escluso, hanno necessità di fare debito, tramite l’emissione di TDS, per ottenere i mezzi finanziari da impiegare affinché si dia seguito alle politiche fiscali intraprese. Dire semplicemente che solo un maggior debito pubblico sia causa, e non anche concausa, del rallentamento crea gli spread in quanto induce tutti a rivolgere l’attenzione sul debito e non sulla potenziale profittabilità ottenuta grazie a quell’indebitamento. Ma qual è il limite massimo dell’indebitamento? Continue reading

Emergenza Economica: i Comuni possono battere moneta, per Legge

di Gianluca Monaco e Fabrizio Fiorini

Nella tutela della salute pubblica rientra anche quella mentale; quella che tra un po’ i sindaci dovranno gestire come seconda vera emergenza dopo il blocco dell’economia e dei redditi per il #covid19 Questo studio pubblicato già nel 2014 riafferma quella che può essere una soluzione ,o “LA” soluzione, per evitare problemi di ordine pubblico che si verranno a causare e per tutelare la salute mentale di chi non avrà più reddito temporaneamente. Continue reading

Per quelli che sostengono che dovremmo eliminare la religione dalle nostre discussioni in quanto causa di dissidi e guerre

di Massimiliano Scorrano

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Quella di concepire o seguire una religione non deve essere motivo di scontro o di guerra. Se accettassimo, però, il principio di augurarsi l’oblio ed il ripudio di tutte le religioni, con lo scopo di eliminare i motivi di scontro, avremmo dato definitiva dimostrazione della precarietà del pensiero umano. Continue reading

BCE finanzia le imprese ma non gli Stati

di Massimiliano Scorrano

Il caso Daimler
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Di recente la testata giornalistica Libero Quotidiano ha pubblicato un articolo col quale ci rende noto, riportando la notizia pubblicata dal quotidiano Italia Oggi del 28 dicembre 2019, che la BCE ha acquistato due bond della Daimler “Nella prima tornata di acquisti obbligazionari in seno al nuovo Qe, la Bce ha acquistato due bond della Daimler direttamente in asta, ovvero sul mercato primario. Non un bel segnale, anzi.” (1).

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